domenica 3 novembre 2013

...Al largo dei Bastioni di Orione

Milan - Fiorentina = 0-2

...Ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Una sfrontata compagine di giocatori di bianco e viola vestiti, ognuno vero e sperato amico, fratello, cugino di ogni tifoso della Fiorentina, che insensibile a chi, come me, voleva metterla sui nervi e sul sospetto, con grande freddezza fa propri tre punti solo a posteriori apparentementi facili.


Un argentino del barrio, che, portavoce di noi tutti, a petto in fuori affronta il nero iper-griffato, e con il sorrisetto sarcastico sulle labbra, lo rimette al suo posto, lo ridicolizza così come egli merita.
Ho visto la Fiorentina passeggiare sulle rovine di questo Milan irriconoscibile, incapace per demeriti propri, e per indubbi meriti viola, di impensierire una volta una il ragazzo brasiliano, quello con i guantoni.
E dall'altra parte ho visto, vedo, una favola bella, che forse pochi conoscono: un ragazzo, anch'egli brasiliano, scovato dall'ex Corvino su uno spelacchiato campetto di periferia, fatto giocare in Primavera gigliata, poi rispedito in Brasile per farsi le ossa, riaggregato nuovamente, più per penuria di attaccanti veri, che per reale speranza tattica. Ed il ragazzo, invece, piace ogni volta che scende in campo, perchè lo fa senza alcuna paura, trasudando voglia di pallone.

Ho visto Montolivo prigioniero della sua scelta, che guarda dal basso un gigante come Borja Valero, e rimane in mezzo all'irriverente torello dei cinici di Firenze.
Ho visto una Fiorentina non bella (perchè per il bel calcio c'è tempo), zeppa di riserve (subito perde anche l'alfiere Ambrosini), che pertanto si presenta al cospetto dei rosso-neri come l'agnello sacrificale; e invece la si scopre toro, grintosa e concentrata quanto basta per sfruttare almeno un paio dei numerosi errori del diavolo.
Tutti questi momenti non andranno perduti nel tempo. Non è tempo di morire: rientriamo nell'atmosfera terrestre con questi 21 punti che, alla luce delle lunghe assenze di Gomez e Cuadrado, delle scellerate scelte arbitrali che, di punti, ce ne hanno tolti almeno 4, delle numerose partite con squadre di vertice ormai alle spalle, sono 21 perle.
Attendiamo tempi ancora migliori, attendiamo il crucco ispanico ed il suo bagaglio di gol promessi, attendiamo il miglior Cuadrado e la diga Ambrosini; attendiamo ancora, insomma, la miglior Fiorentina, ma oggi ci possiamo godere questa che, udite udite, sarebbe la peggiore.

giovedì 31 ottobre 2013

Dark Side of the Moon

Fiorentina - Napoli = 1-2


Si, è vero: siamo stati derubati. E siamo tremendamente imbufaliti.
Perché l'ennesimo rigore solare, il secondo a tempo scaduto, che ci priva di punti preziosi e gloria, è un insulto!
Perché la beffa dell'annesso cartellino rosso a Cuadrado, ci toglie con sistematicità preziose forze per il match di SanSiro.
Perché quando Braschi decide di inviare un novellino ad arbitrare la partita più importante della giornata, sa già che crea le premesse per un pastrocchio.

Perché il 69% di possesso palla, parla con freddezza numerica di un predominio di gioco evidente.
Perché il palo sotto la Fiesole trema ancora.
Perché tutto mi potevo aspettare, fuorché il sacchiano Rafa, proprio sotto gli occhi del suo mentore, decidesse di seguire il manuale del calcio Trapattoniano.
Perché la supponenza della schiera di scribacchini ed ex gobbi-napoletani, arbitrati dalla solita bellona, che si mettono a polemizzare con DellaValle dagli studi SKY, negando l'evidenza di una realtà, è disgustosa, e offende tutti quelli che, come me, ogni mese volontariamente si tassano per un abbonamento, per poi assistere a questa gara di parzialità e pregiudizi.

Ma lasciato sfogare il cuore viola, guardando a questa che è la faccia più visibile, oggi, della luna, dobbiamo assolutamente guardare anche il lato più oscuro, quello più preoccupante per le nostre ambizioni. Perché, se dopo l'impresa contro i bianco-neri di Torino, avevo detto che la Fortuna aveva aiutato gli audaci, ecco, questa volta, audaci non lo siamo stati. Montella non è riuscito a leggere tatticamente la partita, e nonostante il predominio territoriale, nonostante il rigore negato, non mi sento proprio di dire che questa batosta non ce la siamo meritata.
Il gioco asfittico che abbiamo mostrato ieri andava necessariamente aggiustato, una volta appurata l'evidenza dell'inaspettato difensivismo partenopeo; inutile tutto quel giro-palla in orizzontale, senza che gli spenti Aquilani e Pizarro riuscissero mai a verticalizzare; isolato il povero Rossi, ingabbiato e costretto sempre a venire a prendersi palla sulla tre-quarti, spalle alla porta; murati sistematicamente Cuadrado e Joaquin con il semplice intasamento delle corsie esterne; banali, troppo, i due errori della difesa, nelle uniche occasioni in cui è stata veramente messa alla prova...
Era forse più utile inserire una vera punta, un Rebic, che creasse spazi per gli inserimenti centrali, opportunità di maggior verticalizzazione e qualche opzione di testa, sui calci piazzati.

Insomma, siamo ancora al palo, e non quello di Cuadrado: se si vuol alzare l'asticella, bisogna anche essere disposti a mettere maggior concentrazione, potenza nei muscoli, cambiare la tattica di rincorsa, e focalizzarsi su quel salto più in alto necessario per volare fra le grandi.


domenica 20 ottobre 2013

STORICA

Fiorentina - Juventus = 4-2



Il cuore stenta a ritrovare i suoi battiti normali, le dita fremono sulla tastiera, anch'esse, come il resto del corpo, ebbre di adrenalina.
La consapevolezza è quella di aver visto un pezzo di storia del calcio, dipanarsi inesplicabile davanti allo sguardo ipnotizzato di chi, ormai certo di assistere all'ennesima disfatta, ultima di una lunga serie di delusioni, si ritrova invece trasportato sulle ali di un'emozione unica, a sorvolare 25 minuti di giubilo, di estasi.
Questa è storia, perchè come tutti ci ricordiamo il micidiale Del Piero che martella il terzo chiodo su un pomeriggio dicembrino di tanti anni fa, il divino Borgo che ci fa godere all'ultimo minuto, Bati che sale in cielo sotto i riflettori, così, ora, indelebile nel nostro forziere dei ricordi, ci sarà questa storta Fiorentina, inesistente per 60 minuti, che decide di prender spunto da un paio di belle parate del tanto criticato Neto, e si fa prendere per mano da un ragazzo dagli occhi puliti, dal nome italico, che ogni volta che insacca la palla esplode la gioia alzando gli occhi al padre che non c'è più.
Questa è la storia di tanti pomeriggi grigi, passati a masticare amaro, a rammaricarsi per le fortune degli altri.
E' la storia del calcio per antonomasia, dell'imprevedibilità che lo rende tanto diverso, e tanto più appassionante, di tanti altri pseudo-sport, soporiferi quanto una dose di Tavor.
Questa è la storia di un dietro-front improvviso: dalle rive dello Stige, Caronte ci ha guardato, ci ha valutato, ha tentato di batterci col remo, poi ci ha salutato con la manaccia, e mentre noi salivamo su a riveder le stelle, ha caricato tutta la truppa bianco-nera, con il simpatico Conte in testa, per traghettarli verso il loro personale inferno dorato.
Questa è la storia di tanti cuori viola, convinti che tutto fosse finito, quando tutto doveva cominciare, che ci fosse da scalare un monte Everest, e che per farlo si avessero solo corde vecchie e sfilacciate. Ma l'Everest è stato scalato, e alla fine, anzi, sembrava che i nostri avessero forze per abbordare anche il K2... poi il buon Rizzoli ha fischiato tre volte... E la festa è iniziata.
Ora teniamo pure il sorriso stampato sul volto per qualche giorno, ma non ubriachiamoci. C'è tanto da fare, tanto seguito da dare a questo colpo di coda. Questi audaci che si son fatti, oggi, aiutare dalla Fortuna, devono avere alti obiettivi. Già Giovedì c'è una partitella con una squadra il cui nome ricorda il Natale, ma guai a spolverarla di zucchero a velo. Va mangiata a grandi morsi!
E per questo pomeriggio unico, Grazie Fiorentina!

martedì 1 ottobre 2013

Bubba e il Figliol Prodigo

Fiorentina - Parma = 2-2


Nella nostra squadra di calcio amatoriale, ha avuto una lunghissima militanza uno dei personaggi più caratteristici del paese: il soprannome, Bubba, era tutto un programma, e la diceva lunga sulle sue caratteristiche fisiche. Il suo ruolo storico, il secondo (a volte terzo) portiere. Una delle sue peculiarità, le poche volte che per necessità entrava nella rosa dei titolari, era una certa propensione al cosiddetto "gol a voragine": palla crossata a palombella, spesso dalla tre-quarti, lui che alza il faccione verso il sole e l'agognata sfera, le braccia ben ferme lungo i fianchi, il battezzarla fuori, fuori dal campo, dalla portata della testa degli avversari, ben lontana dal toccare la rete gagliardamente difesa, addirittura volgere, ad un certo punto, le spalle al pericolo, quasi sbeffeggiandolo, e l'esito inevitabile del più ridicolo dei gol subiti.
Ma Bubba era, ed è, un quintale di ragazzone volenteroso e autodidatta, cui nessuno ha mai insegnato veramente i fondamenti del mestiere. Non è mai stato baciato dal sole brasiliano, non ha mai avuto, sotto quel sole, un allenatore dedicato, una scuola di vita e di pallone, che lo ha portato a difendere la porta della nazionale verde-oro. Inspiegabile, quindi, il perché ieri fra i pali della Fiorentina ci sia finito proprio lui, il Bubba di verde vestito, pronto come suo solito, a subire il gollonzo a voragine.

È evidente che Neto ha chiuso con la titolarità gigliata, ma per forza di cose, e per gli unici errori del mercato estivo, gli verrà necessariamente concesso un lungo extra-time, almeno fino a Gennaio, almeno finché, forse proprio dal Brasile, non arriverà un vero portiere.

Ma la bacchetta del severo maestro si deve abbattere sulle dita di tutti coloro che, insieme a Neto, hanno gettato al vento questi maledetti tre punti, che hanno regalato un tempo ad un impalpabile Parma, e soprattutto due fatidici minuti, sprecati a cercare inutili sfondamenti, invece di comode meline. Ecco, a questi ragazzi insegniamo un po' di melina, che non è una piccola mela, cari Alonso e Rebic, ma una fredda e adulta gestione del risultato.

E concludo con una citazione biblica:

"... il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa... "

....forza Juan Manuel, se questa è la Fiorentina, abbiamo enorme bisogno del tuo antico ghigno, delle tue furiose galoppate e dei cross pennellati... Ricordati chi e come eri, e continua a credere di poter plasmare la tua testolina matta!

giovedì 26 settembre 2013

Seconde Linee

Inter - Fiorentina = 2-1




Troppo facile buttar giù parole quando il risultato ti arride... Complicato schizzare inchiostro digitale sullo schermo bianco dopo una sconfitta come quella appena vista in quel di SanSiro. 
Perchè fu così che dopo 70 minuti, non azzardo dominati, ma, mi si concederà, giocati un tantino sopra la parità, dopo il rigore pennellato dal Pepito Nazionale, una mano misteriosa spinge in basso il grosso interruttore delle luci della Scala del calcio milanese, il lampo viola si esaurisce, ed insieme proprio a Giuseppe Rossi, prima, e ad Aquilani, poi, entrambi richiamati da Montella, negli spogliatoi rientra anche la sicurezza, la precisione, la spavalderia, l'esperienza. Non basta la classe del solito Borja, non bastano le grida e la grinta di Gonzalo, Ambro e Savic, o lo sguardo un pò storto di Joaquin. I ragazzini rimasti in campo insieme a questi nonni, si danno alla baldoria, e perdono di vista il fatto che in campo c'erano anche gli altri, quelli vestiti di un nero-azzurro che pare il total black di Severus Piton.
Risultato: la Fiorentina si trova a giocare con delle insufficienti seconde linee; Neto scava un'altra palata nella fossa in cui finirà, spero presto, la sua carriera in maglia gigliata; L'angelico Alonso si rivela appunto evanescente come essere etereo sceso dal Paradiso; il fanciullino Mati entra leggiadro di petto, ove ragione direbbe di entrare con l'aratro, cosa che fa, in effetti, il suo diretto avversario Jonathan; Vecino entra ma nessuno se ne accorge; Ilicic... Beh Ilicic è assente giustificato perchè veniva da un infortunio, ma deve svegliarsi presto, e giustificare l'enormità spesa per il suo cartellino...

Mi fermo qui. La mia penna stasera è avvelenata, forse eccessivamente. Del resto dalle seconde linee che oggi si son ritrovate in campo, troppe, non si poteva chiedere l'impossibile. Del resto il campo l'abbiamo retto, e bene, per gran parte della gara. Ma la consapevolezza di aver buttato via tre punti, ed insieme ad essi un urlo rabbioso del tipo "ci siamo anche noi!", ecco, questa è ben viva.
 
In attesa di rivedere presto con il pallone fra i piedi i vari Pizarro, Cuadrado, Pasqual, Gomez, il pensiero della notte è semplice: no, ancora non siamo grandi, e viste le evidenti mancanze nell'organico (ogni riferimento a giovani spilungoni brasiliani vestiti di verde Uniposca è puramente voluto), visti gli errori che in momenti cruciali mortificano la classe indubbia dei più, comincio a dubitare che mai lo saremo!


domenica 15 settembre 2013

Solito Copione

 Fiorentina - Cagliari = 1-1


Va ora in onda la 41° giornata del Campionato di Serie A 2012-2013.

Niente è cambiato sotto le nubi del Franchi; non è finita una stagione piena di rimpianti ed occasioni tolte, non è passata un'estate ricca di titoloni e grandi nomi sulle prime pagine dei giornali.
Il copione, ahimè, è sempre il solito: si domina, si sgomita, si gioisce per il gol, già si guarda la classifica, ma alla fine chi esce dal campo con i musi lunghi, la bile in bocca, la rabbia nel cuore, quelli siamo ancora noi.
Si, perchè capita che in questa grigia e umida giornata di metà Settembre la Fiorentina stava per fregiarsi della terza vittoria in tre partite, nonostate tutto; ed il tutto è con la T maiscula, perchè la jella nera ti porta via subito Cuadrado, poi si abbatte con tutto il peso di Agazzi sul ginocchione del buon Marione. Le nubi si addensano e il fulmine divino viene quasi scagliato su Firenze, in risposta al moccolo generale che si alza dagli spalti e dalla panchina.

Ma la mano divina si arresta, e anzi accarezza la testina pelata di Borja Valero, che, desideroso di provare quel che prova la sua consorte, trova l'unico modo di mettersi la palla sotto la maglia durante un match: segnando un gol.
Illuminati dal lampo spagnolo, e non da quello celeste, i tifosi si danno gran pacche sulle spalle, sorrisoni, commenti stile "se si vince oggi, in queste condizioni, quest'anno si può far tutto!".
Ecco, lì sta il punto. Perchè come già l'anno scorso, nonostante sia nelle sue corde, semplicemente, per decisione superiore, la Fiorentina tutto non può fare! Ci sono delle gerarchie da rispettare nel mondo della Serie A; ma come, questi impertinenti ancora non l'anno capito? Non è bastato il ciarpame che gli abbiamo scaraventato addosso nell'assolato Maggio di quest'anno?

E allora via di fischietto: dopo il solito gol voraginoso di Pinilla, abbiamo forza e cuore per portarci ancora avanti; abbiamo ancora la classe di Rossi che scivola fra le maglie difensive degli isolani, e avremmo avuto ancora una possibilità dagli 11 metri; perchè il contatto in area c'è, è solare, perchè la palla, lo scarpino del cagliaritano non l'ha vista nemmeno da lontano, mentre ha visto, e bene, il piede di Rossi. Ma nel dubbio, la decisione appare scontata:
"Ma quale rigore? Via via...alzati Giuseppino, che rischi anche il giallo per simulazione! Come? Ho sentito un "che cazzo fai"? Chi è stato, Chi ha osato? Tu, cileno?... Ah ma ora basta, è tutta la partita che mi ronzi nelle orecchie (ma come, soi entrato cinque minuti fa...)... tiè, eccoti il cartellino rosso, così impari, così imparate tutti, spocchiosi Fiorentini, chi comanda nel calcio!..."

Proposta: la prossima partita, se possibile, cambiamo casacca ufficiale: facciamola con delle belle strisce, tipo viola e bianche, rosse e bianche, meglio se rosso-nere; ancora meglio, poi, se ci tingiamo tutti la faccia con il nerofumo; e, sempre se possibile, cambiamo anche i nomi sulle magliette... tipo: Netelli, Pasqualli, Aquinelli, Valerotelli, Rosselli, e via dicendo... Forse, chissà, qualche idiota in maglietta nera ci casca!


lunedì 2 settembre 2013

Panzer Division

 Genoa - Fiorentina = 2-5


Alla fine non si è fatto neppure attendere tanto... Ci avevano, infatti, detto che di solito si sblocca fra la terza e la quinta giornata; che proprio come un panzer, aveva bisogno di scaldare i motori per trascinare adeguatamente tutta la sua corazza e i suoi proiettili; quasi come un Landini Testa Calda, voleva il fuoco sotto le membra, prima di esplodere.
Ed eccolo, macinando erba e muscoli altrui, gonfiando reti, sul teatro di guerra della Massima Serie si presenta, maestoso, Mario Gomez.

Accanto a lui, scudiero che, come Sancho Pancha, vale spesso più del cavaliere, il Giuseppe Nazionale, lustro non solo per noi di Florentia, ma pure per le prandelliane italiche speranze di gloria.

Ma dietro a questi obici micidiali, c'era ieri una Squadra, con poche distrazioni e molta classe e cuore: il solito sontuoso Borja Valero, il mille-polmoni Ambrosini e il principino Aquilani finalmente degno del suo soprannome, non hanno fatto sentire l'assenza di Cuadrado.
Qualche distrazione in più si registra solo in difesa, e ancora qualche flessione da parte del Pek, ma non sono una novità, specie in un periodo in cui i vari Savic, Tomovic, Pasqual e Gonzalo devono acquisire ancora la forma e la sintonia ideali.
E veniamo al capitolo portiere: nonostante i due gol subiti, sui quali appare incolpevole, con un paio di interventi plastici e incisivi, Neto sembrerebbe aver fatto un passo verso la conferma. Ma siccome non siamo scesi dai monti con la piena, sappiamo anche che la ricerca di un nuovo estremo difensore o non c'è mai stata oppure non si è certo interrotta dopo il triplice fischio di Genova. La verità arriverà in queste ore, ma se Neto sarà, evviva Neto!
Insomma, dopo la svogliata, deludente ma premiante sconfitta in Coppa UEFA, abbiamo qualche certezza in più: la Fiorentina vista ieri è quella che ci aspettavamo e che volevamo, una squadra da podio!