Chissà cosa passa per la mente di quei quattro giornalisti italiani, vittime di un bavaglio cubano, in attesa di giudizio per un reato che non è reato. Fermati dalla polizia dell'isola di Castro, privati del materiale mediatico, interrogati, pare, per dodici ore. Il loro crimine? Essere entrati a Cuba con visto turistico, ed aver poi espletato impropriamente la propria professione di cacciatori di notizie. Si, perchè il regime non permette l'ingresso dei media... Ops, scusate, o detto regime? Non volevo, mi perdonerete, è che per un attimo mi è venuto di pensare che un paese dove non si indicono elezioni, dove si decide unilateralmente la linea politica senza consulto dei cittadini, dove altrettanto unilateralmente si programmano gli interventi finanziari e di tassazione, dove, soprattutto, non vige la libertà di stampa, beh, non sia poi così liberale...Ma tutto questo mi ricorda qualcosa...
Mi ricorda un governo Monti, incoronato da menti superiori come salvatore della patria, ma dal popolo sovrano mai approvato e autorizzato, che ora addirittura si autocandida per un bis (per la gioia della casta dei banchieri che sembrano gli unici felici beneficiari, e mai infelici vittime, dei suoi provvedimenti).
Mi ricorda un'altra casta intoccabile che, una volta toccata, sfiorata, da un articolo ritenuto offensivo, si stringe a coorte e spedisce (o vorrebbe farlo) nelle patrie galere quel Sallusti reo, non di aver scritto l'articolo (ed in effetti non l'ha scritto lui), e nemmeno di averlo pubblicato, ma sicuramente di essere editorialista del giornale forse più polemico e caustico nei confronti della casta stessa...
Sarebbe bello vedere e sentire Monti che per una volta fa l'Italiano, il Patriota, e non il professorone compiaciuto di finanza internazionale, sentirlo magari tuonare nei confronti di chi calpesta i diritti del sapere, sia entro i confini dello Stivale, che fuori da essi.
Mi piacerebbe, per esempio, vedere lui, e chi sta sopra di lui, al Colle, puntare serio l'indice contro l'India: non dimentico, e nessuno dovrebbe farlo, che là ci sono due uomini che indossano la divisa della nostra Marina, che quindi sono l'Italia fuori dall'Italia, trattenuti senza una sentenza.
Ma i nostri politici, la Farnesina, le strutture consolari, non si dimentichino non solo di loro, ma nemmeno degli altri quasi 3000 (tremila!) italiani detenuti in carceri straniere. Non sempre colpevoli di reati, oltre ogni ragionevole dubbio, per tutti dovrebbero
perorare l’estradizione nei nostri penitenziari (come previsto da una Convenzione del Consiglio d’Europa, firmata a Strasburgo nel
1983).Perchè sentirsi Italiani è una prerogativa, non una macchia di colore quando gioca la nazionale.













