Fiorentina - Napoli = 1-1
Ora ho tutto più chiaro. Ora che mi sono liberato dalle tossine rabbiose dell'esclusione dalla Coppa Italia, e ora che abbiamo superato questo maledetto ciclo di ferro, ho un'idea più chiara del reale valore della Fiorentina. E vedo che c'è molto da salvare, da abbracciare, e di cui essere ben felici, e poco (ma quel poco c'è) da criticare, risolvere, gettare.
Parto, prima di tutto, dal presupposto che siamo andati ad affrontare la seconda squadra del campionato in condizioni a dir poco precarie, ancora senza Pizarro, con la piazza col broncio e con i 120 minuti di Mercoledì nelle gambe; ed al fischio d'inizio l'atmosfera era plumbea come il cielo, tanto che si sentivano solo i fischi e i cori dei napoletani, ai quali abbiamo improvvidamente donato le chiavi del Franchi (è proprio vero, "pecunia non olet"); i nostri undici apparivano timidi, titubanti, mai baldanzosi, tantomeno spregiudicati, come in altre occasioni. Ma era chiaramente l'indicazione di Montella, che per una volta abbracciava la filosofia del "primo, non prenderle...".
Occasioni zero, da una parte e dall'altra, finchè la papera di De Sanctis non consentiva a Roncaglia di emulare Monelli. C'è poco tempo per gustarsi il vantaggio: quello che la Fiorentina non ha, cioè un attaccante da alta classifica, ci mette il testone, e fa ripiombare i viola nella depressione.
Ma la partita continua, e vive di emozioni proprie; come un paio di attimi da brivido, in cui Neto si guadagna definitivamente la maglia da titolare; ma piano piano arriva la certezza che il Napoli non decollerà... eppure loro giocano con il favore del pronostico, a pieno organico; non hanno i nostri problemi a centrocampo, hanno Cavani che fa paura solo a guardarlo... Ma che succede?
Succede che questa Fiorentina non è da buttare; è squadra che sa ben stare in campo, anche se non riesce più ad essere concreta in avanti; succede che Gonzalo e Savic si stanno dimostrando fra i migliori difensori in circolazione nel nostro campionato; succede che, mettila come ti pare, ma Jovetic, Borja, Aquilani e Toni hanno ancora un nome da spendere; i primi lo dimostrano due o tre volte negli ultimi dieci minuti di gioco, e i partenopei, magari, non se la sentono di concederci il vantaggio del contropiede, e tirano un po' i remi in barca.
Quindi, piantiamo un bel palo in terra, aggrappiamoci a questo, e con questo aiutiamoci a svoltare. Dobbiamo essere consapevoli del nostro ruolo quest'anno. Ci siamo lungamente illusi di poter competere per la Champions, ma la classifica ora ci dice che dobbiamo più verosimilmente ripiegare sulla UEFA. Bene, facciamocene una ragione! Quindi basta con i voli pindarici e con le tanto repentine cadute in depressione. Questi giocatori chiedono fiducia, e mi sembra che non abbiano fatto niente di così catastrofico da non meritarla.
Però la richiesta del tifoso è lecita, ed e' sempre quella... vabbene che rientreranno a breve Pizarro, Larrondo, Munir, Mati e poi Rossi, ma la coperta resta corta; ci sono giocatori che stanno rivelando limiti sconosciuti, al limite sospettati, ed è assolutamente necessario che arrivi qualcuno, la davanti, per dare concretezza, gol e paura per gli avversari.
Oggi Pradé ha detto che Lisandro Lopez non interessa alla Fiorentina... io spero tanto che sia pretattica in stile Lucianone Moggi, magari proprio per spiazzare l'odiata signora, oppure che il duo delle meraviglie abbia già in tasca una sorpresa da far brillare entro il prossimo fine settimana... Che vi devo dire... La speranza non muore mai...
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domenica 20 gennaio 2013
domenica 9 dicembre 2012
Vacanze romane
Roma - Fiorentina = 4-2
Arrotati sulle strisce pedonali da un torpedone giallo-rosso guidato da un attempato autista, con il berretto di sghimbescio, e con il nome "Francesco" sulla targhetta dorata!
Non esistono mezze misure per commentare una sconfitta così netta, che va ben al di là del risultato effettivo, che arride fin troppo ai Viola, e risulta bugiardo nonostante i 4 gol incassati... Zeman ha questo pregio: essendo allenatore votato al suicidio calcistico in nome della goleada, porta nel DNA delle sue squadre il destino di far sembrare di due gradini inferiori le malcapitate avversarie che si imbattono nelle loro giornate di grazia. E ieri è toccato alla compagine arrivata con l'Eurostar, colma di buone intenzione, ma con la panchina troppo stretta per impensierire i padroni dell'Olimpico. E così ne è venuta fuori una formazione messa in campo da Montella in modo un po' strampalato; in questo il discepolo non si è rivelato ancora all'altezza del maestro, ma è sembrato quasi un gesto di riguardo, del tipo:
"Vedi, Vate della Boemia, non metto in campo la formazione più logica, quella più quadrata (non Cuadrada...), per tuo rispetto, almeno i tuoi guerrieri semi-sconosciuti potranno scorrazzare liberamente nel mio centrocampo, e nel mezzo, o meglio davanti, alla mia difesa...".
E così ci ritroviamo ad ammirare le scempiaggini di un Olivera che chissà come è riuscito a nascondere all'Aeroplanino i DVD delle nefandezze dell'anno scorso, e farsi passare per un giocatore di calcio, tanto da essere messo ogni tanto in prima squadra.
Osserviamo, tristi, il treccinato colombiano non azzeccare nemmeno un dribling, un cross, uno scambio, ma c'era da aspettarselo viste le precarie condizioni fisiche.
Strabuziamo gli occhi di fronte alla staticità di Viviano sul primo gol (ma poi il replay ci fa capire che forse, battezzare quella schiacciata rimbalzatagli davanti come fuori, non era poi così strano), ma inorridiamo addirittura, quando si fa ipnotizzare dal tiraccio di Totti da distanza siderale.
Scuotiamo la testa per i sessanta minuti di niente messi in campo da Aquilani (ma come, proprio lui, proprio qui?).
Allarghiamo le braccia per l'inefficacia di tutto quel correre e sgomitare del povero Toni.
Sbianchiamo, o diventiamo viola di frustazione, scegliete voi, per le innumerevoli scorribande del numero 10 giallorosso & C., nel cuore dell'area di rigore gigliata.
Insomma, qual'è il Take-way (come dicono gli Americanesi), ovvero la lezione che portiamo a casa da Roma, insieme a questi tondi 0 punti?
Indubbiamente, dopo tre o quattro gare giocate ottimamente, da almeno altre tre, l'assenza del nostro giocatore più talentuoso, Jovetic, si sta facendo sentire; anche perchè non c'è nessuno che possa sostituirlo, nè come mole di gioco, nè come realizzazioni. Gennaio ora è vicino, e di certo Firenze non vuole vedere il tira-e-molla delle scorse stagioni, in cui arrivavano mezzi giocatori a poche ore dalla conclusione del mercato. Se uno o due giocatori, se un attaccante di livello, devono arrivare, che arrivino subito, nel sacco rattoppato della Befana. Perchè l'impressione è che questa squadra è ottimamente orchestrata e concepita, che ha voglia, ha piedi, ma deve anche avere robustezza e gol la davanti, e ricambi in mezzo. Deve, insomma, essere messa ancor di più nelle condizioni di lottare ad alti livelli. Si deve concludere quello che ad Agosto è rimasto palesemente in sospeso.
Arrotati sulle strisce pedonali da un torpedone giallo-rosso guidato da un attempato autista, con il berretto di sghimbescio, e con il nome "Francesco" sulla targhetta dorata!
Non esistono mezze misure per commentare una sconfitta così netta, che va ben al di là del risultato effettivo, che arride fin troppo ai Viola, e risulta bugiardo nonostante i 4 gol incassati... Zeman ha questo pregio: essendo allenatore votato al suicidio calcistico in nome della goleada, porta nel DNA delle sue squadre il destino di far sembrare di due gradini inferiori le malcapitate avversarie che si imbattono nelle loro giornate di grazia. E ieri è toccato alla compagine arrivata con l'Eurostar, colma di buone intenzione, ma con la panchina troppo stretta per impensierire i padroni dell'Olimpico. E così ne è venuta fuori una formazione messa in campo da Montella in modo un po' strampalato; in questo il discepolo non si è rivelato ancora all'altezza del maestro, ma è sembrato quasi un gesto di riguardo, del tipo:
"Vedi, Vate della Boemia, non metto in campo la formazione più logica, quella più quadrata (non Cuadrada...), per tuo rispetto, almeno i tuoi guerrieri semi-sconosciuti potranno scorrazzare liberamente nel mio centrocampo, e nel mezzo, o meglio davanti, alla mia difesa...".
E così ci ritroviamo ad ammirare le scempiaggini di un Olivera che chissà come è riuscito a nascondere all'Aeroplanino i DVD delle nefandezze dell'anno scorso, e farsi passare per un giocatore di calcio, tanto da essere messo ogni tanto in prima squadra.
Osserviamo, tristi, il treccinato colombiano non azzeccare nemmeno un dribling, un cross, uno scambio, ma c'era da aspettarselo viste le precarie condizioni fisiche.
Strabuziamo gli occhi di fronte alla staticità di Viviano sul primo gol (ma poi il replay ci fa capire che forse, battezzare quella schiacciata rimbalzatagli davanti come fuori, non era poi così strano), ma inorridiamo addirittura, quando si fa ipnotizzare dal tiraccio di Totti da distanza siderale.
Scuotiamo la testa per i sessanta minuti di niente messi in campo da Aquilani (ma come, proprio lui, proprio qui?).
Allarghiamo le braccia per l'inefficacia di tutto quel correre e sgomitare del povero Toni.
Sbianchiamo, o diventiamo viola di frustazione, scegliete voi, per le innumerevoli scorribande del numero 10 giallorosso & C., nel cuore dell'area di rigore gigliata.
Insomma, qual'è il Take-way (come dicono gli Americanesi), ovvero la lezione che portiamo a casa da Roma, insieme a questi tondi 0 punti?
Indubbiamente, dopo tre o quattro gare giocate ottimamente, da almeno altre tre, l'assenza del nostro giocatore più talentuoso, Jovetic, si sta facendo sentire; anche perchè non c'è nessuno che possa sostituirlo, nè come mole di gioco, nè come realizzazioni. Gennaio ora è vicino, e di certo Firenze non vuole vedere il tira-e-molla delle scorse stagioni, in cui arrivavano mezzi giocatori a poche ore dalla conclusione del mercato. Se uno o due giocatori, se un attaccante di livello, devono arrivare, che arrivino subito, nel sacco rattoppato della Befana. Perchè l'impressione è che questa squadra è ottimamente orchestrata e concepita, che ha voglia, ha piedi, ma deve anche avere robustezza e gol la davanti, e ricambi in mezzo. Deve, insomma, essere messa ancor di più nelle condizioni di lottare ad alti livelli. Si deve concludere quello che ad Agosto è rimasto palesemente in sospeso.
domenica 28 ottobre 2012
Esame superato
Fiorentina - Lazio = 2-0
Eccola la vittoria contro una big, o almeno presunta tale per diritto di classifica.
Eccolo il contro-contrappasso per i torti arbitrali subiti nelle scorse settimane.
Eccoli i tre punti che significano un balzo di tre gradini sulla scala per l'Europa.
Oggi i conti tornano. Una partita mirabilmente variegata, che vale il biglietto e l'acqua presa allo stadio. C'è il thriller dell'ennesimo rigore sbagliato; la gioia per la magia del ragazzino, che sta (mi auguro) faticosamente cercando di recuperare l'amore di Firenze, e che Firenze piano piano comincia ad apprezzare; ci sono 25 minuti difficili, che nobilitano la vittoria finale, ma che non portano, alla fine, troppe preoccupazioni per l'Emiliano di Fiesole; e poi c'è l'arbitro, che non vede, finge di non vedere, interpreta nella maniera giusta per noi, una palla-gomito in aria, e poi, vede un fuorigioco laziale ben difficile da condividere... Ammettiamolo: il calcio è questo, e fare la voce grossa dopo tanti torti subiti a questo serve, perchè bene o male, se si è nel dubbio, si decida per la soluzione meno dolorosa per chi di dolori ne ha subiti troppi; ed in questo caso non è da cercare il dolo, ma il ben noto "poggio e buca fa' pari"...
Ma Bergonzi non scende dal palcoscenico, perchè, sollevato di peso dal boato del Franchi, estrae il doppio giallo per Ledesma, e poco dopo anche il rosso diretto per Hernanes: qui i puristi del regolamento non avranno niente da eccepire; di nuovo, invece, quelli della logica, me compreso, storcono il naso specie sulla seconda decisione: Hernanes fa una brutta forbice, è vero, ma con la Lazio in 10 e 10 minuti da giocare, forse, ci si poteva limitare al giallo. E con questo chiudo, ho concesso fin troppo a De Coubertin. Anche perche' ci sarebbe da registrare un rigorino su Jovetic, bello netto, e non fischiato... Sempre per il concetto del poggio e della buca...
Gli ultimi minuti sono tutti nostri, non poteva essere altrimenti: entra il 10 e in 10 minuti fa vedere quello che vale, come già aveva fatto nei 12 minuti giocati alla prima di campionato... verrebbe spontaneo suggerire un'entrata fissa sempre e solo al 30imo della ripresa; ma scherzi a parte, quando potremo contare su di lui, in forma, dal primo minuto, allora si che il centrocampo farà ballare e divertire.
E poi c'è Lucatoni... che dire? Amarcord: gol così li segnava anni luce fà, ma visto che li segna ancora, che quando entra sputa l'anima per il colore viola, come si fa a non riconoscere che il suo ritorno è l'ennesima mossa azzeccata del trio Macià-Pradè-DV. Questa volta il suo ingresso si è anche ben inserito nella trama tattica classica del Montella-pensiero, eludendo quella sensazione, avuta nelle precedenti occasioni, che la sua presenza ispirasse un asfittico gioco sullo stile "lanci lunghi".
E concedetemi anche una menzione d'onore alla difesa: giocatori tutti nuovi, che un paio di occasioni le hanno concesse, è vero, ma che danno un'impressione di solidità sempre crescente, e che da anni mancava... Certo non hanno fatto sentire l'assenza della grinta di Facundo.
Ora ci manca un passo importante e fondamentale per chi cerca gloria: andare ad imporsi su un campo difficile, in una stadio bolgia con tifoseria a due metri che ti urla sul grugno, magari contro una squadra blasonata e storica, ma che tatticamente è alla tua portata... vediamo un po'... apriamo il calendario... toh, ma guarda, giovedì c'è il Genoa!
Eccola la vittoria contro una big, o almeno presunta tale per diritto di classifica.
Eccolo il contro-contrappasso per i torti arbitrali subiti nelle scorse settimane.
Eccoli i tre punti che significano un balzo di tre gradini sulla scala per l'Europa.
Oggi i conti tornano. Una partita mirabilmente variegata, che vale il biglietto e l'acqua presa allo stadio. C'è il thriller dell'ennesimo rigore sbagliato; la gioia per la magia del ragazzino, che sta (mi auguro) faticosamente cercando di recuperare l'amore di Firenze, e che Firenze piano piano comincia ad apprezzare; ci sono 25 minuti difficili, che nobilitano la vittoria finale, ma che non portano, alla fine, troppe preoccupazioni per l'Emiliano di Fiesole; e poi c'è l'arbitro, che non vede, finge di non vedere, interpreta nella maniera giusta per noi, una palla-gomito in aria, e poi, vede un fuorigioco laziale ben difficile da condividere... Ammettiamolo: il calcio è questo, e fare la voce grossa dopo tanti torti subiti a questo serve, perchè bene o male, se si è nel dubbio, si decida per la soluzione meno dolorosa per chi di dolori ne ha subiti troppi; ed in questo caso non è da cercare il dolo, ma il ben noto "poggio e buca fa' pari"...
Ma Bergonzi non scende dal palcoscenico, perchè, sollevato di peso dal boato del Franchi, estrae il doppio giallo per Ledesma, e poco dopo anche il rosso diretto per Hernanes: qui i puristi del regolamento non avranno niente da eccepire; di nuovo, invece, quelli della logica, me compreso, storcono il naso specie sulla seconda decisione: Hernanes fa una brutta forbice, è vero, ma con la Lazio in 10 e 10 minuti da giocare, forse, ci si poteva limitare al giallo. E con questo chiudo, ho concesso fin troppo a De Coubertin. Anche perche' ci sarebbe da registrare un rigorino su Jovetic, bello netto, e non fischiato... Sempre per il concetto del poggio e della buca...
Gli ultimi minuti sono tutti nostri, non poteva essere altrimenti: entra il 10 e in 10 minuti fa vedere quello che vale, come già aveva fatto nei 12 minuti giocati alla prima di campionato... verrebbe spontaneo suggerire un'entrata fissa sempre e solo al 30imo della ripresa; ma scherzi a parte, quando potremo contare su di lui, in forma, dal primo minuto, allora si che il centrocampo farà ballare e divertire.
E poi c'è Lucatoni... che dire? Amarcord: gol così li segnava anni luce fà, ma visto che li segna ancora, che quando entra sputa l'anima per il colore viola, come si fa a non riconoscere che il suo ritorno è l'ennesima mossa azzeccata del trio Macià-Pradè-DV. Questa volta il suo ingresso si è anche ben inserito nella trama tattica classica del Montella-pensiero, eludendo quella sensazione, avuta nelle precedenti occasioni, che la sua presenza ispirasse un asfittico gioco sullo stile "lanci lunghi".E concedetemi anche una menzione d'onore alla difesa: giocatori tutti nuovi, che un paio di occasioni le hanno concesse, è vero, ma che danno un'impressione di solidità sempre crescente, e che da anni mancava... Certo non hanno fatto sentire l'assenza della grinta di Facundo.
Ora ci manca un passo importante e fondamentale per chi cerca gloria: andare ad imporsi su un campo difficile, in una stadio bolgia con tifoseria a due metri che ti urla sul grugno, magari contro una squadra blasonata e storica, ma che tatticamente è alla tua portata... vediamo un po'... apriamo il calendario... toh, ma guarda, giovedì c'è il Genoa!
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domenica 7 ottobre 2012
Ci siamo anche noi...
Fiorentina - Bologna = 1-0
Indovinello:
qual'è quella squadra che domina il gioco per 90 minuti, fa lustrare gli occhi anche dei tifosi dai palati più fini, crea diciotto azioni d'attacco, spreca due o tre palle in solitaria con il portiere avversario, e segna un solo misero golletto, che per fortuna, questa volta, vale i tre punti?
Risposta facile facile...
Tutto bello, questo pomeriggio al Franchi; c'è la curiosità di vedere dall'inizio un paio di nuovi figuri, un difensore montenegrino con la faccia tutta spigoli e un cileno che Youtube racconta essere un fenomeno; poi c'è quel Luca nazionale che fa da nonno, e guida la truppa all'ingresso in campo, sulle note di Parigi, suscitando ricordi mai sopiti... Va bene la lieve tensione da derby, un appellativo che serve per nobilitare l'incrocio con una cugina poco blasonata, che altrimenti risulterebbe ben poco stimolante... Va bene il clima generale, sia termico che emotivo... Va bene il risultato, che si mette subito nel modo giusto per il solito tocco di fino dell'altro montenegrino, quello dai piedi buoni.
Poi, con il calare del sole e del fresco, con le azioni viola che si susseguono con cadenza mitragliante, ma con la palla che non entra, con il solito Orsato che ha provato a guastare la festa, qua e là sugli spalti saltavano fuori i soliti corvi, con la solita vecchia storia della "legge del calcio", del "gol sbagliato, gol subito"... Ma stavolta sulla regola ha avuto la meglio l'eccezione, c'è stata una giustizia calcistica, e i tre punti sono finiti nel carniere viola.
Ora, però, ragazzi, per cortesia, non sfidiamo più la sorte! quando la dea Eupalla ci presenterà di nuovo davanti un così perfetto e tranquillo pomeriggio di calcio, e avrà così tanta voglia di premiare i vostri colpi di tacco, sombreri, rabone, doppi passi, cogliete l'occasione al volo, aggiustate la mira, cercate la freddezza necessaria, e concretizzate almeno un terzo delle palle gol che riuscite a crearvi.
Comunque sia, dopo sette partite, il dato è certo... pur con i pochi gol, quasi tutti con la stessa firma, la Fiorentina quest'anno alza la mano e nemmeno troppo timidamente dice "Presente!". Se poi l'appello sarà quello per l'Europa, magari per l'Europa che conta, o semplicemente per le menzioni d'onore a fine giornata, beh, questo, come diceva un vate canoro, lo scopriremo solo vivendo.
Indovinello:
qual'è quella squadra che domina il gioco per 90 minuti, fa lustrare gli occhi anche dei tifosi dai palati più fini, crea diciotto azioni d'attacco, spreca due o tre palle in solitaria con il portiere avversario, e segna un solo misero golletto, che per fortuna, questa volta, vale i tre punti?
Risposta facile facile...
Tutto bello, questo pomeriggio al Franchi; c'è la curiosità di vedere dall'inizio un paio di nuovi figuri, un difensore montenegrino con la faccia tutta spigoli e un cileno che Youtube racconta essere un fenomeno; poi c'è quel Luca nazionale che fa da nonno, e guida la truppa all'ingresso in campo, sulle note di Parigi, suscitando ricordi mai sopiti... Va bene la lieve tensione da derby, un appellativo che serve per nobilitare l'incrocio con una cugina poco blasonata, che altrimenti risulterebbe ben poco stimolante... Va bene il clima generale, sia termico che emotivo... Va bene il risultato, che si mette subito nel modo giusto per il solito tocco di fino dell'altro montenegrino, quello dai piedi buoni.
Poi, con il calare del sole e del fresco, con le azioni viola che si susseguono con cadenza mitragliante, ma con la palla che non entra, con il solito Orsato che ha provato a guastare la festa, qua e là sugli spalti saltavano fuori i soliti corvi, con la solita vecchia storia della "legge del calcio", del "gol sbagliato, gol subito"... Ma stavolta sulla regola ha avuto la meglio l'eccezione, c'è stata una giustizia calcistica, e i tre punti sono finiti nel carniere viola.Ora, però, ragazzi, per cortesia, non sfidiamo più la sorte! quando la dea Eupalla ci presenterà di nuovo davanti un così perfetto e tranquillo pomeriggio di calcio, e avrà così tanta voglia di premiare i vostri colpi di tacco, sombreri, rabone, doppi passi, cogliete l'occasione al volo, aggiustate la mira, cercate la freddezza necessaria, e concretizzate almeno un terzo delle palle gol che riuscite a crearvi.
Comunque sia, dopo sette partite, il dato è certo... pur con i pochi gol, quasi tutti con la stessa firma, la Fiorentina quest'anno alza la mano e nemmeno troppo timidamente dice "Presente!". Se poi l'appello sarà quello per l'Europa, magari per l'Europa che conta, o semplicemente per le menzioni d'onore a fine giornata, beh, questo, come diceva un vate canoro, lo scopriremo solo vivendo.
giovedì 20 settembre 2012
La Fiorentina oggi
La Fiorentina oggi è un insieme di volti, di sensazioni, di vibrazioni nuove, in passato sempre presenti ma nascoste sotto un fitto strato di delusioni, di parole al vento, di personaggi ambigui, di sconfitte, di non calcio.
La Fiorentina oggi ha il muso sfrontato di chi porta un nome uscito da un romanzo di Garcia Marquez, quel Facundo, non Cabral ma Roncaglia, che agli astanti non porta le note di una chitarra, ma la grinta di chi è abituato alla mischia nella Bombonera.
La Fiorentina oggi ha gli occhi felici di Emiliano quando riesce finalmente a regalare una parata decisiva ai suoi amici, che lo guardano dalla curva.
La Fiorentina oggi ha una testa con pochi capelli, ma con tante idee buone da trasferire ad altrettanto buoni piedi, e poco importa se la sua casacca è viola e non blaugrana, come probabilmente sperava da ragazzino.
La Fiorentina oggi ha lo sguardo duro e convinto di chi di partite ne ha macinate tante, troppe forse, ma che ha ancora voglia di dominare il centrocampo, di dettare legge e geometrie non più all'Olimpico bensì all'Artemio Franchi.
La Fiorentina oggi è il raggiante sorriso di un ragazzo nato in un paese complicato, che pochi fino al 2008 avrebbero saputo collocare con esattezza nella geografia europea, e, son sicuro, qualcuno avrà anche scambiato per quel noto santuario sopra Castiglioncello....
La Fiorentina oggi è tutta negli occhi del figliol prodigo Luca... che emozioni ci hai regalato! Prima segni un gol che certo ci apre il cuore, ci riporta ai vecchi tempi, ti fa di nuovo amare per quei tuoi movimenti un po' goffi e dinoccolati, ma efficaci... Ma più del gol è valsa la tua dedica: li, pensando ai miei figli, pensando al tuo dolore di uomo e alla tua famiglia spezzata, il calcio è diventato solo un rumore di sottofondo, una cantilena triste che ha inumidito i miei occhi.
Ma la Fiorentina non è finita qui, tanti altri personaggi meriterebbero due parole; magari ancora non sono esplosi nei cuori viola, ma lo faranno presto... E che dire di quel distinto giovanotto che si accomoda in panchina vestito di tutto punto, con quelle polacchine che qualcuno dice rosse per scaramanzia, ma che io spero per moda? Firenze lo sta cominciando a conoscere, dopo averlo a lungo annusato e sfiorato, e chissà, in futuro, mi auguro, potrà calcisticamente amarlo.
Questa è la Fiorentina oggi, e, Dio, quanto è bello guardarla!
La Fiorentina oggi ha gli occhi felici di Emiliano quando riesce finalmente a regalare una parata decisiva ai suoi amici, che lo guardano dalla curva.
La Fiorentina oggi ha una testa con pochi capelli, ma con tante idee buone da trasferire ad altrettanto buoni piedi, e poco importa se la sua casacca è viola e non blaugrana, come probabilmente sperava da ragazzino.
La Fiorentina oggi ha lo sguardo duro e convinto di chi di partite ne ha macinate tante, troppe forse, ma che ha ancora voglia di dominare il centrocampo, di dettare legge e geometrie non più all'Olimpico bensì all'Artemio Franchi.
La Fiorentina oggi è il raggiante sorriso di un ragazzo nato in un paese complicato, che pochi fino al 2008 avrebbero saputo collocare con esattezza nella geografia europea, e, son sicuro, qualcuno avrà anche scambiato per quel noto santuario sopra Castiglioncello....
La Fiorentina oggi è tutta negli occhi del figliol prodigo Luca... che emozioni ci hai regalato! Prima segni un gol che certo ci apre il cuore, ci riporta ai vecchi tempi, ti fa di nuovo amare per quei tuoi movimenti un po' goffi e dinoccolati, ma efficaci... Ma più del gol è valsa la tua dedica: li, pensando ai miei figli, pensando al tuo dolore di uomo e alla tua famiglia spezzata, il calcio è diventato solo un rumore di sottofondo, una cantilena triste che ha inumidito i miei occhi.
Questa è la Fiorentina oggi, e, Dio, quanto è bello guardarla!
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