Udinese - Fiorentina = 3-1
Stavo dormendo così bene.
Stavo sognando la Champions League, giocatori stellari già sulla strada di Firenze, l'anno prossimo magari lo scudetto, l'anno dopo cosa?, l'Intercontinentale?.....
Poi il brusco risveglio nel freddo di Udine!
Succede che, quasi come un deja-vu, i giovani di belle speranze di viola vestiti si mettono le cuffiette bianche dell'iPod prima di scendere in campo, caricano l'album dei ricordi degli 883, e si mettono ad ascoltare "La dura legge del gol". Succede che forse per questo, sulle note di Pezzali, pensano arditamente che alla fine conti solo chi fa lo spettacolo in campo, chi la tocca bene, chi fa i tunnel ed i colpi di tacco, e non chi la mette dentro.
No, cari ragazzi. Ora basta. Basta con le partite dominate e non vinte. Stiamo sperperando in giro per l'Italia, e da domenica anche entro le mura amiche, punti su punti. I sogni di Europa che conta si vanno inesorabilmente ad infrangere su una muraglia di giocatori che gli allenatori avversari, ormai su un canovaccio che si ripete come se letto sul manuale fresco di stampa "Come Battere la Fiorentina", ammassano in aria di rigore.
Basta con i clamorosi errori (leggi papere): oggi Neto ha tagliato definitivamente le gambe alla Fiorentina, "segnando" il terzo gol bianco-nero; la scorsa settimana Roncaglia lo aveva fatto per il Pescara.
(Apro parentesi
Basta anche con gli errori arbitrali! Azione del rigore e secondo gol dell'Udinese in clamoroso fuorigioco, oltre a molte decisioni contestate per falli non concessi (vedi due o tre interventi a ridosso dell'area di rigore su Jovetic)... Nella classifica delle più danneggiate cominciamo veramente a vedere il podio...
Chiudo parentesi)
Basta anche con l'impalpabilità di certi giocatori, leggi Lijaic, Seferovic, Romulo... Visto che ormai desisto nella speranza di vederli trasformati in calciatori veri, con gli attributi, preferisco non vederli più in campo, pena l'ulcera e la perdita di voce causa rumorose imprecazioni.
Basta anche con gli sciropposi articoli, cartacei ed eterei, chiacchere da bar, etc, che danno in viola ieri Lampard, oggi Lisandro, domani Messi. Basta!
Pensiamo al campionato, alla coppa, l'unica che abbiamo per il momento. Pensiamo a mantenersi focalizzati sull'obiettivo. Arrivo all'eccesso, dicendo che le prossime due partite valgono il campionato e la stagione: ovvia l'equazione per la partita di Mercoledì, ad eliminazione diretta. Per quanto riguarda quella da pranzo a sacco di domenica prossima, ebbene non vincere in casa con i partenopei equivale a dire addio a quello che era diventato l'obiettivo principale, ovvero il terzo posto.
E visto che il buon Pepito è ancora lontano dalla scesa in campo, sarebbe veramente opportuno che tutte le forze di Pradé/Macia si concentrassero sulla ricerca di un vero attaccante (lasciamo perdere Larrondo che, anche se bravo potenzialmente, ha bisogno di tanta tanta scuola da parte di Montella, e serve a poco in questa bagarre); se Lisandro è fuori discussione, lascio a loro la scelta, ma che sia uomo da doppia cifra.
Ed ora torno a dormire, e se ce la faccio a prender sonno voglio sognare i blau-grana, che giocano come solo in paradiso, ma che, a differenza nostra, la buttano anche tante volte dentro....
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domenica 13 gennaio 2013
domenica 28 ottobre 2012
Esame superato
Fiorentina - Lazio = 2-0
Eccola la vittoria contro una big, o almeno presunta tale per diritto di classifica.
Eccolo il contro-contrappasso per i torti arbitrali subiti nelle scorse settimane.
Eccoli i tre punti che significano un balzo di tre gradini sulla scala per l'Europa.
Oggi i conti tornano. Una partita mirabilmente variegata, che vale il biglietto e l'acqua presa allo stadio. C'è il thriller dell'ennesimo rigore sbagliato; la gioia per la magia del ragazzino, che sta (mi auguro) faticosamente cercando di recuperare l'amore di Firenze, e che Firenze piano piano comincia ad apprezzare; ci sono 25 minuti difficili, che nobilitano la vittoria finale, ma che non portano, alla fine, troppe preoccupazioni per l'Emiliano di Fiesole; e poi c'è l'arbitro, che non vede, finge di non vedere, interpreta nella maniera giusta per noi, una palla-gomito in aria, e poi, vede un fuorigioco laziale ben difficile da condividere... Ammettiamolo: il calcio è questo, e fare la voce grossa dopo tanti torti subiti a questo serve, perchè bene o male, se si è nel dubbio, si decida per la soluzione meno dolorosa per chi di dolori ne ha subiti troppi; ed in questo caso non è da cercare il dolo, ma il ben noto "poggio e buca fa' pari"...
Ma Bergonzi non scende dal palcoscenico, perchè, sollevato di peso dal boato del Franchi, estrae il doppio giallo per Ledesma, e poco dopo anche il rosso diretto per Hernanes: qui i puristi del regolamento non avranno niente da eccepire; di nuovo, invece, quelli della logica, me compreso, storcono il naso specie sulla seconda decisione: Hernanes fa una brutta forbice, è vero, ma con la Lazio in 10 e 10 minuti da giocare, forse, ci si poteva limitare al giallo. E con questo chiudo, ho concesso fin troppo a De Coubertin. Anche perche' ci sarebbe da registrare un rigorino su Jovetic, bello netto, e non fischiato... Sempre per il concetto del poggio e della buca...
Gli ultimi minuti sono tutti nostri, non poteva essere altrimenti: entra il 10 e in 10 minuti fa vedere quello che vale, come già aveva fatto nei 12 minuti giocati alla prima di campionato... verrebbe spontaneo suggerire un'entrata fissa sempre e solo al 30imo della ripresa; ma scherzi a parte, quando potremo contare su di lui, in forma, dal primo minuto, allora si che il centrocampo farà ballare e divertire.
E poi c'è Lucatoni... che dire? Amarcord: gol così li segnava anni luce fà, ma visto che li segna ancora, che quando entra sputa l'anima per il colore viola, come si fa a non riconoscere che il suo ritorno è l'ennesima mossa azzeccata del trio Macià-Pradè-DV. Questa volta il suo ingresso si è anche ben inserito nella trama tattica classica del Montella-pensiero, eludendo quella sensazione, avuta nelle precedenti occasioni, che la sua presenza ispirasse un asfittico gioco sullo stile "lanci lunghi".
E concedetemi anche una menzione d'onore alla difesa: giocatori tutti nuovi, che un paio di occasioni le hanno concesse, è vero, ma che danno un'impressione di solidità sempre crescente, e che da anni mancava... Certo non hanno fatto sentire l'assenza della grinta di Facundo.
Ora ci manca un passo importante e fondamentale per chi cerca gloria: andare ad imporsi su un campo difficile, in una stadio bolgia con tifoseria a due metri che ti urla sul grugno, magari contro una squadra blasonata e storica, ma che tatticamente è alla tua portata... vediamo un po'... apriamo il calendario... toh, ma guarda, giovedì c'è il Genoa!
Eccola la vittoria contro una big, o almeno presunta tale per diritto di classifica.
Eccolo il contro-contrappasso per i torti arbitrali subiti nelle scorse settimane.
Eccoli i tre punti che significano un balzo di tre gradini sulla scala per l'Europa.
Oggi i conti tornano. Una partita mirabilmente variegata, che vale il biglietto e l'acqua presa allo stadio. C'è il thriller dell'ennesimo rigore sbagliato; la gioia per la magia del ragazzino, che sta (mi auguro) faticosamente cercando di recuperare l'amore di Firenze, e che Firenze piano piano comincia ad apprezzare; ci sono 25 minuti difficili, che nobilitano la vittoria finale, ma che non portano, alla fine, troppe preoccupazioni per l'Emiliano di Fiesole; e poi c'è l'arbitro, che non vede, finge di non vedere, interpreta nella maniera giusta per noi, una palla-gomito in aria, e poi, vede un fuorigioco laziale ben difficile da condividere... Ammettiamolo: il calcio è questo, e fare la voce grossa dopo tanti torti subiti a questo serve, perchè bene o male, se si è nel dubbio, si decida per la soluzione meno dolorosa per chi di dolori ne ha subiti troppi; ed in questo caso non è da cercare il dolo, ma il ben noto "poggio e buca fa' pari"...
Ma Bergonzi non scende dal palcoscenico, perchè, sollevato di peso dal boato del Franchi, estrae il doppio giallo per Ledesma, e poco dopo anche il rosso diretto per Hernanes: qui i puristi del regolamento non avranno niente da eccepire; di nuovo, invece, quelli della logica, me compreso, storcono il naso specie sulla seconda decisione: Hernanes fa una brutta forbice, è vero, ma con la Lazio in 10 e 10 minuti da giocare, forse, ci si poteva limitare al giallo. E con questo chiudo, ho concesso fin troppo a De Coubertin. Anche perche' ci sarebbe da registrare un rigorino su Jovetic, bello netto, e non fischiato... Sempre per il concetto del poggio e della buca...
Gli ultimi minuti sono tutti nostri, non poteva essere altrimenti: entra il 10 e in 10 minuti fa vedere quello che vale, come già aveva fatto nei 12 minuti giocati alla prima di campionato... verrebbe spontaneo suggerire un'entrata fissa sempre e solo al 30imo della ripresa; ma scherzi a parte, quando potremo contare su di lui, in forma, dal primo minuto, allora si che il centrocampo farà ballare e divertire.
E poi c'è Lucatoni... che dire? Amarcord: gol così li segnava anni luce fà, ma visto che li segna ancora, che quando entra sputa l'anima per il colore viola, come si fa a non riconoscere che il suo ritorno è l'ennesima mossa azzeccata del trio Macià-Pradè-DV. Questa volta il suo ingresso si è anche ben inserito nella trama tattica classica del Montella-pensiero, eludendo quella sensazione, avuta nelle precedenti occasioni, che la sua presenza ispirasse un asfittico gioco sullo stile "lanci lunghi".E concedetemi anche una menzione d'onore alla difesa: giocatori tutti nuovi, che un paio di occasioni le hanno concesse, è vero, ma che danno un'impressione di solidità sempre crescente, e che da anni mancava... Certo non hanno fatto sentire l'assenza della grinta di Facundo.
Ora ci manca un passo importante e fondamentale per chi cerca gloria: andare ad imporsi su un campo difficile, in una stadio bolgia con tifoseria a due metri che ti urla sul grugno, magari contro una squadra blasonata e storica, ma che tatticamente è alla tua portata... vediamo un po'... apriamo il calendario... toh, ma guarda, giovedì c'è il Genoa!
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